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Satira 15 novembre 2016 · lettura 1 min · 1527 letture

Talvolta in flashback sottintesi

carla vercelli 806 poesie pubblicate
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Non ho mai inteso del tutto nei métro l’esagerata riservatezza da Parigi a Napoli a Milano quella che assumono certi impettiti personaggi uomini donne persino ragazzini chiusi in una triste solitudine con lo sguardo incernierato lontano teso solo a un cosmetico apparire. Tu invece con trascurata compitezza porgendo le terga a una signora âgée cantavi arie verdiane davanti a me: "Bella figlia dell’amore schiavo son dei vezzi tuoi con un detto un detto sol tu puoi le mie pene le mie pene consolar..." Cantavi romanze melodiose e dal ridere io morivo all’espressione sui visi dei vicini che lasciavano i loro sorrisi fuggire sulle rotaie rumorose li inabissavano nel buio immenso e vacuo dei finestrini.
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L'autore
carla vercelli

Sono laureata in filosofia con indirizzo psicologico dal 1989. Pittrice, poetessa, scrittrice, ho pubblicato: "Il cielo ha il colore delle rose" (2012), "Coglimi d’ineffabile Poesie d’Eros" (2014/2019), "Cromistorie: vi racconto una fiaba colorata" (2014), "Bello più di prima" (2015), "La volpe e la parola"

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Commenti (5)

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A
Antonio Terracciano15 novembre 2016

E' vero: nei métro (italiani e stranieri) i passeggeri tendono ad assumere atteggiamenti fin troppo seriosi, forse per la brevità del viaggio, per la troppo fugace presenza di persone estranee, e per il tetro paesaggio sotterraneo (notavo, a Parigi, che quando il métro sbucava in superficie l'atteggiamento della gente mutava un poco) . Ogni tanto un giocherellone (come l'amico della poetessa), un mendicante o un suonatore sono necessari, per riscaldare la forzata freddezza dei passeggeri e per permettere l'espulsione (anche se soltanto dai finestrini) dei loro umanissimi sorrisi.

Francesco Scolaro15 novembre 2016

Bella questa cartolina d'un viaggio sul metrò ove si incontrano personaggi variegati in specie di questo tipo un po' irriverente nei confronti di una signora "àgèe" e quindi in funzione dei suoi anni legata a certi valori, che canta una canzone un tantino osè. Molto scorrevole e di piacevole lettura.

Umberto De Vita15 novembre 2016

Sui treni e non solo lì c'è un variegato viavai di personaggi che sembrano usciti dalla penna d'uno scrittore umoristico e non. La poesia dell'autrice è insolitamente simpatica e carina con un finale a dir poco eccellente.

Merlino15 novembre 2016

una fotografia esilarante di una realtà che spesso mi infonde tristezza. le facce di questi signori sono per me la decadenza di questa società che si 'esilia' sempre più da normali comportamenti dell'uomo in quanto essere sociale.

Rosanna Peruzzi16 novembre 2016

Un contrasto tra due modi di comportarsi e di prendere la vita. Satira che fa riflettere.