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Introspezione 18 novembre 2016 · lettura 2 min · 2325 letture

Alla ricerca della propria identità

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Vorrei poter contare sulla stima di chi mi legge e chi mi vuole bene, però non sento quella sensazione, quel clima di fiducia e di amicizia. Al giorno d’oggi esser corrisposti è veramente un desiderio estroso, ognuno pensa all'intimo orticello e non c’è più trasporto verso gli altri. Si vive come tutti i monumenti che stanno lì, immobili nel tempo, turisti d’ogni lingua e d’ogni razza, li guardano col massimo interesse, ma quando si rigirano scompare la loro suggestiva ammirazione. Federico Fellini sosteneva: “In questa vita tutto è relativo!” Chiunque nasce, vive e poi svanisce lasciando la sua impronta naturale in base alle conquiste od altre imprese, ma con il tempo ... muore e più non torna! Avverto come un senso di abbandono, in quanto non c’è nulla di concreto in questo mondo, sento d’esser schiavo del tempo che trascina la mia vita. Se scrivo, non mi legge mai nessuno, se parlo, non mi ascolta mai nessuno, se rido in un momento d’euforia mi guardano e mi taccion di pazzia! Insomma non c’è nulla nella vita che venga valutato in modo chiaro, perché i giudizi sono dispersivi, nessuno mi difende a spada tratta. Evviva il mondo, viva questa vita che ci regala intorno la natura, però abbiamo l’anima ferita e ci affidiamo solo alla speranza. Speranza? Ma cos’è? E’ un qualche cosa che s’erge per difendere il futuro? Non siamo sciocchi! Lo sappiamo bene che ciò che ci circonda è virtuale! Per questo che mi sento sempre solo, gli amici ed i parenti sono assenti, mi resta solamente la coscienza ... di lei ne avverto l’ottima presenza! In questa concitata introspezione ho messo a nudo tutto ciò che sento, non mi rimane che la decisione di chiuder questo intimo argomento!
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Quando ci si sofferma a fare una riflessione sulla propria vita escono fuori tanti di quegli argomenti e sospetti che la vita stessa ci appare allora come un qualche cosa di virtuale e non ciò che ci vediamo quotidianamente sotto forma di materialismo e di avvicendamento delle azioni. L'introspezione serve a capire meglio il concetto uomo- vita nei suoi momenti di relax per analizzare il campo dell'esistenza, seppure in questa analisi profonda ci lascia il dubbio di cosa siamo in rapporto alla realtà più cruda.

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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Commenti (4)

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Luisa Molinari18 novembre 2016

Penso che l'aver un'ottima coscienza sia la cosa più importante nella vita. Tutto il resto è noia come recitava una canzone...

Vaibhava das Vito Parisi18 novembre 2016

La mancanza di comunicativa è l'evidenza del secolo ventunesimo. Si snobba tutto, ma proprio tutto. Non esiste nulla che l'umanità credutasi progredita non snobbi. Si rimane indifferenti a tutto, dai marziani con il disco volante al branco di elefanti africani in Piazza. L'uomo moderno è saputo, vissuto, sterilizzato ed imbalsamato.

Antonio Biancolillo18 novembre 2016

Molto riflessiva quel mondo che ha saputo regalarci al natura tutto intorno... e noi ...invece... a pensare ognuno a coltivare il proprio orticello... pensando di essere un'isola bisognosa di se stessa... senza comunicazione alcuna con il tutto che ci gira intorno... Una solitudine in compagnia dell'amica sicura... la coscienza... Molto apprezzata...

picciro18 novembre 2016

Non posso che coinvenire sulle cose che hai da dire! Ognuno pensa al suo orticello forse è il luogo per ognun più bello. Ma viziata questa visione da un grande mar di confusione. Si sostiene che per essere felici bisogna innaffiare le proprie radici non pensando invece che è meglio dar da ber all'intera specie. Mancando la coscienza sociale per vizio di forma e di sostanza ci ritroviam ognuno a lamentare la mancanza di color che sanno amare. Ma se lo diciamo tutti allo stesso tempo siam vittime e relitti in preda a solitudine senza riflettere sulla nostra finitudine. Auspicabile è il cambiar passo e a trattarci, consapevoli degli Altri al nostro fianco e a tutti tocca!