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Introspezione 20 novembre 2016 · lettura 1 min · 2395 letture

Mi persi in un monastero

Merlino 125 poesie pubblicate
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Fu come se un impercettibile cupo dolore offuscasse la beatitudine di quei momenti, ebbi l’insana pretesa di guardare il futuro, per un attimo, solo uno, percepii il disastro. Ricoprii quell’intuizione coi tuoi spasmi, l’amore nel tuo sguardo, nei tuoi abbracci invase il mio spazio come languida nebbia, il tuo calore la diradò e fu l'eterno paradiso. Nelle orecchie cantilene di monaci tibetani e sulla pelle, dentro, brivido del principiante e la voglia di gridare al vento tra i tuoi baci seguire con il dito il tuo profilo e disegnarlo. Ritrassi ogni dettaglio in me, nelle mia mente, dentro le viscere, e assaporai tutta l’essenza, presi ogni difetto e lo celai col succo di mele. Il miele mi disgusta, preferisco l’acre demenza.
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quando si è innamorati, spesso, il giudizio su di sé diventa come un accetta che divide senza senso. mai nessuno fu così cattivo con me. -quando non ci si ritiene degni dell'amore ricevuto

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Merlino
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Commenti (16)

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Anna Di Principe20 novembre 2016

Spesso ci si fa male da soli, perché si crede di non essere degni soprattutto dell'amore ricevuto... una lirica struggente dall'atmosfera suggestiva e ricca di emozioni... un andare a ritroso per analizzare quanto il momento sia stato doloroso... Plauso ai versi intensi e toccanti!

Josiane Addis20 novembre 2016

Struggente poesia, lascia il lettore senza fiato. Versi di una profondità unica. Si fa fatica a commentarla... meglio tacere e cogliere la musicalità e gli urli chiusi in questa poesia.

Stefania Siani20 novembre 2016

Meravigliosa descrizione di sensazioni forse vissute in altra vita, forse solo nella mente. Bellissimo viaggio. Complimenti come sempre, liriche spettacolari

Lina Sirianni20 novembre 2016

L'insicurezza che accompagna un vero sentimento d'amore ci fa sentire dei principianti e dei dementi... Versi che mi fanno riflettere soprattutto nella chiusa.

carla vercelli20 novembre 2016

Essere innamorati genera un investimento delle proprie energie sull'altro che può depauperare le proprie, se si vivono contemporaneamente dei conflitti all'interno di se stessi. Il monastero qui diventa simbolo di ascesi e liberazione da questa sorta di scissione schizofrenica verso una quiete almeno transitoria in attesa di un rinnovamento del proprio essere per tornare ad amare di nuovo e più consapevolmente. Così io ho sentito la poesia. Testo molto bello ed interessante che denota un'intensa ricerca interiore, complimenti!

Francesco Scolaro20 novembre 2016

Può capitare e ce lo insegna il nostro Autore di ritenersi infimo di fronte ad un grande amore dal quale si possono ricavare brividi intensi tanto da far toccare con le mani il cielo; ed allora ci si domanda se si è all'altezza di ritrovarsi in questo stadio di estasi del corpo e dell'anima. Versi stupendi e di grande pregio.

Luciano Capaldo20 novembre 2016

Davvero struggente lirica. Ogni verso penetra il cuore del lettore ferendolo come se in prima persona coinvolto. Credo che nel gioco dell'amore spesso le parti si accavallano e diveniamo carnefici di noi stessi. Chi ama e non è ricambiato sembra essere destinato a morire d'amore. Non ho parole per descrivere questo dolore che comunque il poeta riesce a trasmettere per essere forse solo ascoltato. Per me da Rime Scelte. Il mio elogio.

carla composto20 novembre 2016

l'amore non ricambiato ci porta a sentirci in colpa non capaci di amare non degni di quell'amore ...bellissima opera versi che arrivano al lettore facendolo riflettere elogio sincero al bravo poeta

Giacomo Scimonelli20 novembre 2016

Capita di non sentirsi all'altezza dell'amore che si riceve... il giudizio su se stessi è terribile e ci lascia senza parole... non sentirsi degni dell'amore che riceviamo è una delle più tristi e dolorose sensazioni che si possono provare... intensa e commovente Poesia...

moreno marzoli20 novembre 2016

Dentro di noi c’è tutto l’universo cioè l’Amore, ci interroghiamo come una forza così coinvolgente possa influenzare la nostra esistente, riflessioni che ci portano a riconsiderarci, mettendo sul “tavolo” tutti i nostri difetti. Mettersi a nudo e scoprirsi di non essere all’altezza provoca sofferenza e dolore. Mi complimento con il poeta.

Giovanni Ghione20 novembre 2016

Trattare un tema singolare come quello di non essere degni dell'amore ricevuto richiede alta sensibilità e riconosciuta esperienza. Il bravo Autore è riuscito ad incamminarsi nell'abile descrizione di questa profonda sensazione. Complimenti!

Marinella Fois20 novembre 2016

Dal buio alla luce..." cupo dolore, disastro"... poi eterno paradiso...

A
Anna Maria Feliciotto20 novembre 2016

Versi intensi ed originali di una profondità ed immediatezza da lasciare senza parole. Sensazioni di intensa sofferenza in un momento di beatitudine inteso, dal "principiante", come un dono immeritato destinato a durare poco.

Pagu20 novembre 2016

Celare i difetti, cambiare per poter amare, con profondità e sincerità. Un testo particolare, invitante e ben strutturato. Il poeta ha sempre uno sguardo originale e vincente. Gran bella opera. I miei complimenti.

S
Sabyr21 novembre 2016

Una bella e profonda introspezione, un ritirarsi dentro sè stessi quasi analizzando un sentimento con la meditazione, per poi affrontarlo senza bugie o coperture melliflue ma nudo e crudo. forse anche un po' acre... Un autore dallo stile inconfondibile...

Rosanna Peruzzi22 novembre 2016

Spesso accade, si idealizza talmente tanto la persona amata che spesso non ci si sente degni dell'amore che ci dona e si crede sempre di non amare abbastanza, ma io credo che quando si sente di amare con tutto il cuore, la mente ed il corpo, non bisogna dubitare di sé stessi, ma gioire degli istanti che l'amore regala. Versi emozionanti e profondi. Complimenti!!!