Ode al pomodoro
Cuore rosso pulsante
che allieti le nostre estati
condisci i nostri inverni
ti fai in due per i nostri palati
Avvolgi di amicizia il vialone nano
t’ abbracci con affetto alla bianca bufalina
ti ripari dal sole con foglie di basilico
per essere più fresco ad un palato amico
Amico inseparabile di amici assai diversi
trascorri le vacanze con olio e sale fino
Compagni di merende e comitive allegre
sul pane affettato nelle serate pigre
Ai tanti soprannomi da luoghi più svariati
pachino, san marzano e ciliegini nani
Nel millequattrocento forse novantadue
Colombo ti portò in Europa sulle caravelle sue
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Commenti (1)
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carla vercelli21 novembre 2016
Il re delle Solanacee poetizzato dall'autore. Il pomodoro, chiamato originariamente dai francesi "pomme d'amour", tanto era lo stupore per la sua fragranza quasi afrodisiaca, o forse a volerlo assimilare al famoso pomo del giudizio di Paride... "Emana una luce propria, /sua maestà benigna..." scriveva Neruda nella sua "Ode al pomodoro", luce che si sposa però al sale, all'olio, al prezzemolo, ect... e così lo celebra e storicizza la poesia sopra in un'ode altrettanto bella e gustosa. Molto piaciuta ed apprezzata!
