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Introspezione 21 novembre 2016 · lettura 1 min · 979 letture

E la goccia cade

Rosetta Sacchi 1894 poesie pubblicate
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Si dimenticano le braccia e i piedi quando il vaso è stracolmo e la goccia cade e nutre la pozza dove lo sguardo annega Si rincorre la mente ovunque tra l’erba alta, per discese e clivi si reclamano nuove tempeste dopo la quiete E si riesumano fiori e farfalle nell'autunno che accelera il passo Forse salteremo l'inverno sradicando il gelo dal cuore Sarà nuda la tristezza in assenza della vivacità dei colori come non sono mai nude le pareti dove fioriscono ragnatele La mente allenta le sue tenaglie e lascia scivolare i pensieri come lacrime giù per la rima e il tempo sta mendicando carezze per posarle su ferite mai chiuse In fondo, soffrire è un bene... un espediente per non morire
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L'autore
Rosetta Sacchi

"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°

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Commenti (3)

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Stefano Drakul Canepa21 novembre 2016

mi piace il suo andamento ritmato, quasi inesorabile che conduce ad un finale dove speranza e disperazione stanno ben in equilibrio. B e l l a poesia

Patrizia Ensoli21 novembre 2016

mi colpisce molto la chiusa della poesia ... in fondo soffrire è un bene, per non morire! Mi ritrovo molto in questo verso, poiché c'è stato un tempo in cui non volevo liberarmi dal mio dolore, soffrivo e lo amavo e guai a chi osasse distogliermi o osasse portarmelo via. Adesso so che è un bene, ci voleva quel tempo per continuare a vivere! Versi che scivolano dentro alle verità della vita!

Umberto De Vita21 novembre 2016

Sono d'accordo con Patrizia Ensoli su tutto e faccio mio il suo commento. Aggiungo che la poesia è molto bella e l'ho apprezzata moltissimo.