Pescatore di raggi
Peppe Cassese
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A sera
nel silenzio del mio mondo
io scendo al mare
prima del tramonto
preparo canna e lenza
e lancio il filo.
Attendo con pazienza
il tempo giusto
deciso e fermo
anonima vedetta
e appena che li scorgo
in fondo al cielo
con uno scatto
rapido e deciso
ne prendo uno
ed immediatamente
io lo ripongo nella scatoletta
che tengo in tasca
senza avere fretta.
Che me ne faccio?
Niente oppure tutto!
Io sono un pescatore
e afferro i raggi
caldi del sole
e dopo li ripongo
affastellati
dentro il cassetto della fantasia
e quando il tempo triste
accende il buio
ne lascio andare uno
e per magia
la notte che lo indossa
vola via.
©
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L'autore
Peppe Cassese
Commenti (2)
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G
Grizzly22 novembre 2016
Un pescatore di frodo che non si può condannare se le stelle servono ad illuminare. Bellissima!!!
r
rob ponzani22 novembre 2016
straordinaria e stupenda metafora. Veramente bellissima
