Mani e trami nei castelli di tela
Giorgia Spurio
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Mani di notte e di stelle
tra i manti dei respiri degli alberi,
e non c’è veste se non foglia,
e non c’è voce se non bisbiglio.
Si incammina il Sogno
mano per la mano,
- Mamma –
In braccio come il ricordo
dell’aquilone dove l’attrito
mi tiene ancora alla terra
ben salda.
Mani tra i rami
tra i dannati e i loro cori
- salmi frammentati –
tra pane e briciole.
E la nebbia, regina
tra il grigio che non è ancora buio,
cammina senza gambe sulle scale
delle foreste tra i boschi,
tra le loro travi d’edera e trami,
dove i bambini hanno sembianze e non ombre,
funamboli sulle ragnatele, castelli di tela
tra le macerie.
Un salto con gli zoccoli ai piedi
per Maestà, la signora degli incubi,
un inchino e un ballo,
per l’imperatrice dell’oro sciolto
al fango.
E mi bacia la tempia violacea,
ed un anello, alla sinistra parte dell’anulare,
stretto all’osso e al dente...
Allora le lascio il mio collo:
- lo decapito, quell’io stolto -
uno scricchiolio
per vedere volventi pensieri
rotolare tra l’aria
via.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (1)
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Merlino22 novembre 2016
un testo pieno di sensazioni che emozionano, i versi entrano dentro e provocano riflessione seria. Un lavoro introspettivo coraggioso, complimenti

