La misericordia
Giovanni Monopoli
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Indifese braccia proteggono l’inerme corpicino,
occhi spauriti s’avvinghiano in protezione
con l’umile pensiero a scorrere in fiumana
là ove i respiri arrancano nella sorgiva delusione
Velato capo si prostra a quel domani,
a menzionare brutture d’un mondo così cattivo,
una tremante mano cela lo sguardo
in quell’attesa lungi a venire tra le vie oscure,
tra i ricordi d’un recente passato, un baluardo
in quei cassetti svuotati dalle paure.
La misericordia
quel sottile velo a coprire che unisce e recita
coi lapilli a svolazzare nel cielo della speranza
ove tutto resuscita nell’ansia più recondita, la pietà
nella notte dei desideri arrampicati in sofferenza.
Un marcato segno del destino,
un volto deturpato, rassegnato dal tempo
tutto è rivolto al canto d’un nuovo mattino
tra quei raggi di sole sulle svegliate coscienze
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L'autore
Giovanni Monopoli
Commenti (1)
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Sara Acireale23 novembre 2016
"Indifese braccia proteggono l'indifeso corpicino": Si, le braccia sono indifese e non riescono a difendere il corpicino inerme. Versi molto profondi, riflessione che entra come una lama dentro il cuore. È stato bravo il Poeta a "dipingere" il quadro con i suoi versi. La misericordia, credo che ce ne sia poca in questa nostra società.

