Sensazioni immaginarie di un morto
“Mi avete chiuso dentro ad una bara
con tanto amore e tanta compassione,
con una gentilezza così rara
ed un affetto pieno di attenzione!
Durante la mia vita disgraziata
nessuno mi ha mai fatto una carezza ...
ed ora la mia salma è corteggiata
da tanta devozione e tenerezza!
Mi chiedo: ma perché la gente è strana,
cattiva, fredda, sciocca e permalosa?
Han tutti una coscienza disumana
ed è davvero una gran brutta cosa!
Non provano l’amore pel fratello,
un minimo rispetto per l’amico,
persino tra parenti c’è il duello,
in ogni cosa vedono il nemico!
Non sanno che la vita non è eterna,
e prima o poi ... si dovrà morire?
Non siamo nell’età della caverna
abbiam l’intelligenza per capire!
Più volte sono stato calpestato,
colpito soprattutto nel morale,
nessuno dei parenti m’ha aiutato
ed isolato ... come un animale!
Da vivo m’hanno tutti maltrattato,
ho avuto tante offese a non finire,
da morto son persino rispettato
e questo è ancora peggio che morire!
Almeno, adesso, nella dipartita,
o genti abominevoli e distorte
che spesso ignoravate la mia vita,
lasciatemi la pace della morte! ”
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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