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Fantasia 23 novembre 2016 · lettura 2 min · 490 letture

A Gianturco non c'è vento

Giovanni Perri 487 poesie pubblicate
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Dentro Gianturco non albeggia mai: puzza di copertoni bruciati nella notte. I cinesi hanno la lingua dei gatti nei loro nomi italiani parlano secco, non si raccontano, mangiano e vendono contemporaneamente. Marco mi fa capire col sorriso che è felice: è un beone furbo con due draghi morti negli occhi. Io lo so che sono morti ma loro fanno finta di dormire ogni tanto mi guardano e hanno lo stesso colore dell'asfalto sporco dietro gli occhiali della stazione; nessuno parte da qui ma tutti ci girano dentro e fanno figli come i gatti che non muoiono mai. Ogni mattina la vedo la faccia di Marco questa Gianturco senza ossa saltare sopra il fuoco che avanza e poi svanire nel vialone senza case senza nemmeno un gabbiano che ci voli a mezz'aria per far finta che il mare stia vicino. Oggi non ride neanche. Mezzo capannone saltato. Neanche una puttana in aria. In cielo c'è la SuperLuna. Il rumore del mare spacca i denti ai cani che fanno l'amore, un ossicino ancora mi brucia tra i piedi, guardo l'azzurro scombinato che nasce sopra i fili. Se fossi un bambino sputerei nel vento ma non c'è neanche vento qui.
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Nomi di fantasia

L'autore
Giovanni Perri

Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia

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Commenti (1)

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A
Antonio Terracciano23 novembre 2016

Questa poesia leggermente surreale descrive acutamente il quartiere "Gianturco" di Napoli che, come quasi tutti i quartieri in prossimità delle grandi stazioni ferroviarie, pare sprovvisto di poesia, di ordine, di pulizia, e fa posto ai piccoli espedienti, alla vita alla giornata, agli affari ai limiti della legalità. I quartieri nei pressi delle grandi stazioni sembrano a volte terre di nessuno, come tanti ma nessuno sono quei viaggiatori che salgono e scendono dai treni.