Senza Titolo
E vidi la tua anima attraverso la sfera di vetro
prima di scagliarla tra i fitti rami del bosco
Ma sai che bello sarebbe
se potessimo spezzare questo sottile filo
d’argento? Come il destino... dicevo
Sotto l’albero dalle foglie di cristallo ridesti
facesti tre giri cantando e poi
in una nuvoletta bianca
sparisti
Ora osservo le tue impronte,
la tua terra,
il tuo cielo...
E vidi la mia mano cadere
e le dita correre:
il primo dito si perse nel deserto,
il secondo affogò in una lacrima,
il terzo si chiese cosa mai stesse facendo
e impazzì,
il quarto restò a vegliare la mano mutilata.
Solo il quinto arrivò alla meta
ma poi se ne dimenticò
Così rimasi a chiedermi il perché di tante cose,
mentre precipitavo dal bordo del letto
e il tuo sorriso restava impigliato nei miei pensieri
Avremmo potuto essere felici?
Cos’è la felicità? rispondesti
In fondo già lo sapevo
che avevi ragione
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