Un parallelismo
Avevo un caro alunno, un tempo, a scuola,
alto e robusto che, quando s’alzava
dal proprio posto per andare al bagno
o alla lavagna, sempre richiamato
era dall’insegnante d’Italiano,
perché faceva un poco di rumore
con la sedia o col banco, suo malgrado.
La madre venne un giorno, e fece bene,
a dire a quella rigida insegnante
che la colpa non era di suo figlio,
se già l’aspetto aveva di un ventenne
e abbisognato avrebbe di mobilia
più consona al suo fisico maturo.
Così spesso a persone d’intelletto
alquanto sviluppato si rimprovera
d’altri d’urtar la sensibilità
con le vivide frasi che pronunciano,
taglienti a volte e sempre originali.
Ma non è colpa loro, se natura
li ha provvisti d’acume superiore,
se la loro opinione fa rumore
(bisogna sopportarli, come noi
sopportavamo quel ragazzo atletico) .
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L'autore
Antonio Terracciano
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
Commenti (1)
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rob ponzani24 novembre 2016
all'orizzonte piccoli uomini... purtroppo che fanno molto rumore perché è l'unico modo per dimostrare di esistere. L' opinine fa un altro rumore come giustamente sottolinei. Complimenti