Il morso dell'infinito
Nessuno mi ha mai raccontato
l’infinito morde
con le sue innumerevoli direzioni
acuminate come spade
dritte come saette
originate in un punto denso.
Un riccio nel respiro
lascia impronte di conchiglia
sepolte appena sotto l’orizzonte.
Un pizzico sentire
se allunghi le dita dovresti
verso l’immisurabile confine.
Insisti e avvicinati
l’infinito ti assaggia
ma solo i filosofi mangia.
©
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