Penombra e lucciole

Vedo satiri cornuti,
danzare, nel sogno,
con sorrisi ammiccanti inseguire
le ninfe del bosco,
in evanescenti rincorse.
Qui assorto,
a seguire con lo sguardo,
lucciole dalle ali trasparenti,
metafore di donne senza peccato,
tra strade amare senza ritorno.
Il fuoco arde in questa sera d'inverno
di ceppi di rovere,
che scintillano e muoiono.
Tento di fermare i battiti del cuore,
portando al petto le mie mani,
come radice che non vuol morire.
©
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L'autore
Eolo
Commenti (5)
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Lina Sirianni1 dicembre 2016
Divagazioni fantasiose e ansiose per un amore che vuole continuare a vivere... Bel verseggiare.
Antonella Garzonio1 dicembre 2016
Oltre gli inganni e il disincanto, echi di un passato che non vuol morire, radice d'amore. Ammirata e sorpresa Poeta, un grande testo
Umberto De Vita1 dicembre 2016
Una super lirica d'amore che fa sognare e catturare il lettore. Mi complimento sinceramente.
Pagu2 dicembre 2016
Radice che non vuole morire... splendido finale in un lavoro ispirato e con momenti intensamente poetici. Ottimo.
carla composto6 dicembre 2016
bella lirica tra mitologia e realtà... un amore che vuol vivere che non vuol cadere nell'oblio, trovo il poeta originale in quest'opera e molto preparato il mio elogio e stima





