La riflessione porta alla ribellione
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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Premetto che sono una persona giudicante e non certo buonista, esprimo la mia modesta opinione riguardo questa spinosissima questione. Non lontano da dove abito esiste un centro di accoglienza per migranti, sono solo uomini perché al loro arrivo sono stati divisi dalle madri, moglie, figlie che vengono mandati in altri centri magari molto lontani. Quindi il cellulare resta l'unico mezzo per poter comunicare con i loro cari. Certo camminano o vanno in bicicletta durante il giorno, cercano lavoro che non trovano certamente. Sono persone miti, educate che salutano sempre e, se ne hanno l'occasione, non rifiutano un lavoretto occasionale. Qui c'è la politica di mezzo, in ogni lato la si vuol vedere.
Riflessione sacrosanta. La rabbia cova sotto la cenere. Comunque dato che siamo in sito di poesia, bisogna dire che mettere in bello stile e verseggiare un tema cosi scottante è difficile ma l'autore c'è riuscito pienamente. Poi la sostanza è quella che lui dice e che è sotto gli occhi di tutti, basta con i mantenuti ed i parassiti, mentre le nostre famiglie sono in grave difficoltà.
Sono d'accordo con Luisa Molinari... Sono persone e non "clandestini", il cellulare è per loro un mezzo di comunicazione, l'unico per potere comunicare con le loro famiglie. Mi sembra che si sta facendo la guerra tra poveri e, a volerla, sono politici populisti che cavalcano spudoratamente l'onda del disagio sociale. Abito a Caltanissetta dove ogni giorno incontro questi ragazzi (per la maggior parte sono molto giovani). Percepiscono chi prova empatia per loro e chi invece vorrebbe vederli tutti naufragati. Con me si comportano in modo educato e gentile, mi sorridono e mi salutano. Al supermercato mi fanno passare sempre prima. Dov'è la loro arroganza? Io non la noto affatto, sono venuti qui per disperazione. BISOGNA CAPIRE
Chi scappa dalla guerra va e deve essere aiutato... capisco gli interventi di chi mi ha preceduto ma condivido il pensiero dell'autore... questo non è razzismo... ma chi vuole solo sfruttare la situazione attuale non può pretendere trattamenti uguali ai veri rifugiati... nella mia città,Caltagirone, sono a migliaia gli immigrati... chi è rifugiato accetta qualsiasi lavoro e riesce ad integrarsi... ma chi è clandestino riesci a riconoscerlo subito... I loro atteggiamenti sono descritti alla perfezione nei versi dell'autore... aiutiamo i rifugiati veri e diamo precedenza agli italiani che hanno bisogno... ma i clandestini non possono restare vista la crisi in cui viviamo... questo non è RAZZISMO... CONDIVIDO ANCHE LA NOTA DELL' AUTORE...



