In guerra
La musa della storia cantando va
finché non muore il mondo
le vicende inutili della guerra
che strinse in una morsa gelida
tutto il genere umano:
"... il nemico si annidava
dietro gli angoli diroccati delle case,
dietro pietre nere, travi fumanti,
finestre infrante; dove appariva
stava e vedevasi la morte;
era il terrore degli inermi.
Questa gente crudele s'arroccò
un dì sulla cima di un colle
dominante un paesino, caliginoso
per il fumo delle cannonate.
I partigiani d'Italia in fascio,
inneggiando a Bella ciao, da cui
traevano forza e scacciavano
paura salivano al monte,
fra i sassi cosparsi di sangue.
Quei forti videro sgomenti
un ragazzino ancora imberbe,
coperto da luridi stracci,
correre verso la cima, fucile
alla mano, fra i colpi che gli
sibilavano intorno.
Correva, correva...
s'udiva delle armi il crepitare
...s'arrestava...
riprendeva la sua corsa
e intanto saliva verso la vetta;
sembrava che un dio dal cielo
da scudo gli facesse;
...e lui correva...
saliva da eroe a sfidare
l'invitta ed ardua cima.
D'improvviso s'udì un grido;
l'avevano colpito; rotolò un pò
...s'arrestò fra gli ulivi
che gli ornarono con le fronde
il petto e la bionda chioma,
da cui gocciolava sulla nuda terra
il sangue che accarezzarono.
Le foglie commosse e piangenti
si staccarono dai rami nodosi
e lo coprirono in un'urna
di silenzio e pace ".
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