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Introspezione 9 dicembre 2016 · lettura 1 min · 3065 letture

Sacralità

Francesco Rossi 1097 poesie pubblicate
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Nella quotidianità mia, tua, sua, nostra loro troveremo le attinenze e, l’uomo forse, al centro del mondo in comunicazione con il divino. Simbolismo, tradizione potrebbe essere. Arriva implacabile e toglie il respiro, non conosce amico o nemico che sia ogni illusione spazza via. Nel vuoto sospinge e con regolarità implacabile stringe le maglie delle sofferenze con accecante potere. Indifferente. Dell’indeciso si nutre e, insaziabile succhia la vitalità non per questione di pancia solo per esaudire la sua banalità. Diranno in tanti: pura astrazione, permettetelo, in poetica non ci sia costrizione. Potrebbe essere una cosmica sacralità quella che investe sia nel bene che nel male buona parte dell’umanità. Per il restante, quel senso di inferno nella prigione culturale della contemporaneità che si nutre del passato, goccia di sale grosso la definisco e del benpensante me ne infischio.
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L'autore
Francesco Rossi

Francesco Rossi nato a Sestri Levante il 24/01/1958 Pensionato. Terminata la scuola dell'obbligo nel 1974 assunto come operaio in una ditta, nel 1976 assunto in Fincantieri dove per 35 anni ho svolto la mia professione di operaio speciallizato. E' in quei anni che si completa la mia formazione culturale con l'impegno

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Commenti (2)

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carla composto9 dicembre 2016

si può viverla in modi diversi ...una sacralità che investe tutti nel bene, nel male credo a sedonda dell'insegnamento ricevuto di ciò che ci é stato propinato... ma come viene riportato nella chiusa la nostra coscienza parla e non bisogna dar conto a chi cerca di salire in cattedra e di imporci la propria idea... elogio al peta

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Franca Mugittu9 dicembre 2016

Una vera e propria prigione quella della cultura contemporanea ... ma per fortuna la poesia può salvare l'umanità sensibile,