Ho raccolto le mie ossa
Ho raccolto
le mie ossa.
Erano flauti spezzati
erano liane pietrificate
erano solchi
in terre sperdute.
Le ho benedette
con le lacrime
di mille morenti
stelle marine.
E ho atteso
dissolte stagioni
e amori precari,
finché sotto
innominate costellazioni
le mie ossa
sono diventate
salici ridenti
scroscianti albe
zingari strumenti
percossi e amati
una volta e ancora cento
dalla fugace tramontana.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Giuseppe Vullo14 dicembre 2016
Bellissima lirica, profonda con struttura poetica importante, melodiosa. Introspezione e tema, immaginifico. Complimenti
