La povertà é il tuo regno
Piccolo straniero infreddolito,
che sfuggi alla guerra,
sul barcone instabile e gremito,
porti addosso l’odore di tua madre.
Guardi lo stesso cielo
dell’ultima dimora
qui in terra sconosciuta.
Piccolo fanciullo,
nelle gelide acque tutto è incerto ...
i pochi ingenui sogni son svaniti.
Tra le stelle lontane cerchi
il tuo Dio, tuo padre.
A riva, nel bagliore delle stelle,
tra le luci di povere case,
vieni accolto col calore di gratuiti baci.
Spaurito, assapori l’amore perduto,
sgrani gli occhi pieni di pianto
scrutando il mondo che ti ha tradito.
La povertà è il tuo regno;
la ciotola di caldo latte,
la ruvida coperta,
il tenero sorriso del volto sconosciuto
sono il tuo felice e semplice Natale.
©
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