Pianti di vento
Luca Ventura
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Aleggia nel cuore l'antico sentore
di morte ricordi e riflussi dolenti
si move nell'alma la lama d'argento
che lede il domani col danno di ieri
Canti d'ottobre di oscure sirene
son urlo d'infante fra valli silenti
la notte che è amante lasciva e ignorante
ti scorta per mano al dolore supremo
Verrà un'altra luce per darti conforto
inneggiano cori di bimbi mai nati
sarà sol dolore per suo maleficio
sussurrano nenie di zingare oscure
Qual gaudio si cela fra giorni di pianto,
soltanto il futuro conosce il responso
ch'io sia solo uno fra tanti, m'è chiaro
ma è vile giocare col cuore d'un uomo
Rischiara lo stagno quel sole annoiato
che troppo ha predetto con poco successo
attendo la luna che è specchio di luce
sia quindi verace il guardare al domani
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L'autore
Luca Ventura
Nato a Catania il lontano 18 dicembre del 1980, in un giorno qualsiasi per molti, ma non certo per mia madre... Un ragazzo come tanti, forse sarebbe meglio dire come troppi, la passione per la poesia la scopro all'età di 14 anni quando scrissi la mia prima poesia su uno stralcio di carta trovato dentro il portafogli
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