I miei amici
Teresa Esposito
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I mattini di ieri odoravano di bucato
brillava nei loro occhi lucenti
un non so che d' immacolato
ingenue frasi gli risuonavano in bocca
e nelle mani traboccavano oceani di sogni.
I mattini di ieri giocavano a tressette
era tempo di ballare, giocare e cantare
la fresca rugiada accarezzava le biciclette
degli amici che salutavano altri amici.
Essi avevano un'aria spensierata e l'anima cheta
i mattini di ieri camminavano assonnati
tra i profumi di magnolia dei vicoli acciottolati
raccontavano tra fraseggi e sorrisetti
storie di amici, di donne voluttuose
di amori impossibili e di ardue imprese.
I mattini di ieri vestivano di semplice incanto
gli amori cominciavano timidamente
l'amato incontrava l'amata di tanto in tanto
i loro occhi rilucevano d'amore illibato.
I mattini di ieri erano i miei sinceri amici
vedevo il fiorire della fresca Alba
e loro mi confidavano di amori fantastici
mentre io fantasticavo “del principe azzurro”
che mi salvava e inghirlandava di dolci baci”.
Oh, quanta felicità in quei mattini di ieri!
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L'autore
Teresa Esposito
Commenti (1)
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A
Antonio Terracciano27 dicembre 2016
Questa poesia, in sapienti e raffinati versi liberi, mi è piaciuta molto. Essa, attraverso l'accurata scelta di alcuni vocaboli (il bucato, le biciclette, il profumo, gli amori timidi, l'alba, il principe azzurro, la felicità, ecc.) , ci riporta indietro nel tempo, agli anni Sessanta credo, ma potrebbe forse ulteriormente retrocedere, fino ai tempi dei nostri genitori o dei nostri nonni. Questa poesia ha il potere di introdurre una ventata di freschezza all'interno della solo apparentemente aperta vita moderna (in cui quei valori sono ormai scomparsi) e dello stanco mondo adulto (che li può cullare solamente come amabili ricordi) .
