Verso il cielo
Giovanni Monopoli
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Una fievole luce
le gambe malferme si piegano
inutile resistenza
il buio è imminente
resta l’ultima parola
nella pioggia che investe il cuore.
Braccia inerme
nuotano nel vuoto,
socchiusi occhi non hanno più lacrime,
un sole calante
è inghiottito dal vortice della notte.
Mani accarezzano l’aria,
stringe la gola il fievole respiro,
mani che un dì accarezzavano
e ora assenti attendono
di quel giorno la fine,
di quegli attimi, l’anima, il sospiro.
Tremula voce
risuona flebile nella stanza,
la mente vacilla
immersa nell’oblio, assente
mentre un soffio di vento
trasporta l’ultimo suo richiamo
verso il cielo nel suo riposar eterno.
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L'autore
Giovanni Monopoli
Commenti (1)
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Marisol5830 dicembre 2016
Quale mistero profondo è la morte. Quanto dolore con se porta a chi resta. Una bellissima e commovente poesia.

