Cadere senza fermarsi
Gianpiero De Tomi
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Un lungo treno pieno di grandi ali bianche
tagliate ad angeli condannati all'umanità.
Ho trovato piccole linee di polvere
ansiosi discorsi, che non vanno presi sul serio
astiose orchidee mi hanno inseguito sino
alla soglia di casa, una casa piena di edera
rampicanti dai viticci curiosi e sensuali.
Classici greci piovono dal cielo, eterna gloria
un inno che riempie ogni testa, una mano
che fruga sul mio corpo alla ricerca
di trasgressione e felici donne nude e bagnate
sulla riva della mia lingua, dileggiano in urla di piacere
nell'alba che si avvicina come l'inevitabile esecuzione
Un'ombra dopo l'altra, un martirio senza fine
fra lamenti di dolore e piacere, un palo appuntito
trapassa ogni corpo sino alla fine del tempo
La notte cremisi si dilata come una bocca avida
veloci gnomi strisciano fra l'erba alta alla ricerca
di quel fragile tesoro lasciato incustodito
incautamente affidato ad una mente senza anima.
Il respiro in gola si fa corto e sporco
un rantolo dopo l'altro, ed è come un musica
antica e dimenticata in una stanza chiusa a chiave
lenta e soave strappa ogni menzogna alla sacralità
su pareti dove arazzi di gotiche origini, prendono vita
e turpi pensieri cavalcano sulla mia schiena
per ogni profonda ora, della notte incandescente
torcendo lenzuola come muscoli storditi
e improvvisi artigli strappano brandelli d'amore
spargendo semi porpora che non nasceranno mai
su di un velenoso sorriso donato in fretta
ad uno sconosciuto travolto dalla luce accecante
di quella spaventosa consuetudine
che soltanto tu, mi hai lasciato sulle labbra.
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Gianpiero De Tomi
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