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Riflessioni 30 dicembre 2016 · lettura 1 min · 1653 letture

Ogni anno lo mandiamo a quel paese

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Anno Nuovo, vita nuova? Ogni volta stessa storia senza nuove prospettive ed il giorno due gennaio ci si rende sempre conto che si torna nuovamente al normale carosello senza alcuna innovazione! Anno Nuovo, vita nuova? Il lavoro resta quello ... sempre ammesso che ci sia! In famiglia si riprende la routine di tutti i giorni, ma bisogna prender atto che le spese di Natale han svuotato il portafoglio! Anno Nuovo, vita nuova? Or che i soldi son finiti ci dobbiam preoccupare perché il mese di gennaio ci son sempre tante spese da pagare alla scadenza, quindi siamo ritornati alla vita del passato! Anno Nuovo, vita nuova? Dopo averlo analizzato con un brutto risultato, l’Anno Vecchio è cancellato ed infine denigrato con un fare assai scortese e mandato a quel paese! L’Anno Nuovo ha più sorprese? Ogni volta l’Anno Vecchio lo mandiamo a quel paese, ma guardiamoci allo specchio ... c’invecchiamo a più riprese, se potessimo inchinarci a raccoglier gli anni vecchi ..., nel futuro, certamente, ce ne avremmo ancor parecchi! .
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Ogni 31 dicembre a mezzanotte, festeggiamo con bottiglie di champagne la morte dell'anno vecchio, finalmente uno di meno! Però non pensiamo che sarà un anno effettivamente di meno sulla scala della nostra vita, e quando saranno tanti vecchi anni mandati a quel paese, gli altri che resteranno saranno veramente pochi da farci riflettere e ci verrebbe voglia di raccogliere quelli vecchi per metterli in conto del nostro risicato futuro. Ma nessuno riflette e pensa solamente a gozzovigliare per mandare a quel paese un anno che ci ha fatto solamente patire! Mi chiedo, ma il nuovo sarà migliore?

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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Commenti (1)

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Antonio Terracciano30 dicembre 2016

Condivido appieno il contenuto di questi ottonari: razionalmente il capodanno dovrebbe essere considerato non come una festa, ma quasi come un lutto, perché ci priva di un altro dei pochi anni della nostra breve esistenza. Però, guardando il famoso bicchiere mezzo pieno, ciò che spinge anche (o forse soprattutto?) parecchi anziani ad essere contenti di quel giorno è il poter dire "ci sono ancora, ho visto nascere un altro anno! ", cioè un altro giorno "vierge, vivace et bel" (che tanto attraeva il pur triste Mallarmé) elevato alla potenza, moltiplicato per trecentosessantacinque.