Ogni anno lo mandiamo a quel paese
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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Condivido appieno il contenuto di questi ottonari: razionalmente il capodanno dovrebbe essere considerato non come una festa, ma quasi come un lutto, perché ci priva di un altro dei pochi anni della nostra breve esistenza. Però, guardando il famoso bicchiere mezzo pieno, ciò che spinge anche (o forse soprattutto?) parecchi anziani ad essere contenti di quel giorno è il poter dire "ci sono ancora, ho visto nascere un altro anno! ", cioè un altro giorno "vierge, vivace et bel" (che tanto attraeva il pur triste Mallarmé) elevato alla potenza, moltiplicato per trecentosessantacinque.