Fai danzare la tua anima

Piccolo bimbo
passasti mesi a gattonare
aggrappato a inutili cose
che sembravan deliziose
Poi d’ incanto ti levasti,
ritto come colonna
a scrutare il firmamento
Incerto barcollasti
stordito dalla frenesia di un nuovo giorno
e dal caotico corso della vita
Cadesti a volte
senza farti tropo male
giacché una mano tesa ti reggeva
Crescesti tra luci ed ombre
canti e rumori di guerre lontane
fasti e miserie umane
ma nulla ti distolse dal cammino
Niente rallentò la tua rincorsa
verso in senso della vita
verso il vero
Con lo sguardo fiero
di chi ha imparato ad osservare il cielo
i prati, il mare e le nuvole passare
così t’avvicinasti alla tua fine.
Un giorno ancora
un altro dì per ricordare
come ogni cosa viene e passa.
Ora che la tua vita fugge
ora hai compreso
che la sola traccia che riluce
e’ l’anima vestita dell’amore .
E nell'ultimo giorno di questo vecchio anno
sta a te farla danzare
o lasciarla seduta
scura
ad aspettare
l’anno che avanza
ancora tutto da... sprecare.
©
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L'autore
Triste
Talvolta scrivo. Per dipanare pensieri, per ricordare, per dimenticare, per vivere...ancora.
Commenti (2)
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Francesco Rossi31 dicembre 2016
Leggo per la prima volta questo autore/trice e l'introspezione in forma poetica parte proprio dall'inizio, in gattoni e poi i primi passi; io definirei la composizione poetica un percorso introspettivo sciorinato con immediatezza. Il firmamento è la cifra stilistica che emerge da quel osservare una volta ritto e il senso della vita divampa in poetica e pure in concretezza.
Merlino4 gennaio 2017
un testo davvero pieno di emozioni che avvolge e lascia a riflessione profonda, un lavoro introspettivo molto intenso


