La parola "fine" (pensieri di fine anno)
Rosetta Sacchi
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Come avessimo vissuto tutto il tempo
con la spada di Damocle sul capo...
scartiamo la parola “fine” dall’involto
di carta colorata. E confuso è lo sguardo,
come stessimo per cedere un rubino
Ma il tempo andato l’abbiamo noi
pesato, misurato, l’abbiamo perso in vanità
legato alle avventure o ai guai
noi... registi di commedie o melodrammi
E’ un atto unico, credetemi
dove accendiamo le luci e le spegniamo
così come ci aggrada
“Fine”, solo due consonanti e due vocali,
non è che una parola breve
che gocciola sull’infinito
freme in una bolla d’aria
vola nel cielo gremito e non trema
con la terra ferita che sempre
risorge a nuova vita
non trema con i venti di burrasca
e il mare grosso rabbioso sulla riva
Ma tremerebbe silente sulle labbra
se nei tuoi occhi i miei all’improvviso
vedessero cadere l’universo
©
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L'autore
Rosetta Sacchi
"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
Commenti (1)
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romeo cantoni1 gennaio 2017
...Bellissimo messaggio augurale che scivola sulla parola fine ma foriera di nuove prospettive che impediranno certamente la caduta dell'Universo e in quegli occhi il mare rabbioso si calmerà gonfiando le vele con il vento della Speranza...
