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Introspezione 5 gennaio 2017 · lettura 1 min · 1804 letture

Se ne può parlare

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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a questo punto poso le mani in quella cosa remota: in questo istante ti dico. Mi pare e confermo di bastarmi selvaggia. Troppe volte ammansita ho rigato le ossa sanguinando nell’Ade. Son io, tranquilla quella punta e cipresso. - mi vedi? Ondeggio nell’aria sbugiardando anche i venti. A questo punto mi siedo. Sorrido al destino.
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L'autore
Patrizia Ensoli

Solo una donna, nient’altro

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Commenti (5)

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Rosanna Peruzzi5 gennaio 2017

"E mi basta essere quella che sono... in balìa dei venti che segno con il mio svettare nel cielo" un rifiutarsi di scendere a compromessi, troppe volte ammansita, troppe volte storpiata, cambiata per compiacere, perdendo sé stessi in quell'Ade che è la tomba della propria anima... ora in silenzio attende che siano gli altri a venirle incontro.

Giacomo Scimonelli5 gennaio 2017

Riflessione e non solo... introspezione e ribellione si respirano in questi intensi versi di un'anima che non ama sottomettersi e non scende a compromessi... restare sé stessi ed aspettare il destino con un bel sorriso... versi efficaci e sentiti

Marinella Fois5 gennaio 2017

bellissima riflessione: a questo punto poso le mani in quella cosa remota... quasi un'arresa... ma non è così... la poetessa... ci dice ch'è tranquillamente sorride al destino.

Alberto De Matteis7 gennaio 2017

Che giova nelle fata dar di cozzo? ... sentenzia il Poeta nell'inferno. Ed allora, come saggiamente avverte la sempre brava Autrice, non resta altro da fare che sedersi e sorridere.

Paola Galli9 gennaio 2017

in un verseggiare magistralmente condotto tutta la forza, il carattere, ma anche il dolore di una donna, che reagisce e non molla, che si oppone alla sofferenza con la straordinaria caparbietà e potenza dell'anima.