Oltraggio alla storia
Giacomo Precone
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Titani signori
arcani e rugosi
ne han viste vicende
affogati nel tempo,
da secche stagioni
e guerre cruente
son sempre risorti
e indenni
han passato,
le spire dei giorni
tra assalti inattesi
di tarli ed incendi.
Non regge il mio occhio
a ciò ch’ oggi vede:
di lame impietose
l’orrendo macello
non liquida linfa,
ma il sangue degli avi
tra i solchi è disperso.
Nell’acre di un’aria,
tra fumi inattesi,
banchetta felice,
di crudi saccenti,
l’errato sapere
e il frutto che giace
mai più darà frutto:
oltraggio alla storia,
oltraggio alla terra,
oltraggio alla gente!
Urla di sdegno
si levan inascolte
da mani callose,
color delle zolle,
ma chi obbliga è sordo
a tali vicende
che sol chi qui è nato
soffre e comprende.
©
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L'autore
Giacomo Precone
Giacomo Filippo Precone nasce il 24 Luglio 1962 a Diso, piccola cittadina della provincia di Lecce, dove ancora oggi vive e lavora. Amante della pittura, della musica, del teatro e dell'arte in genere e da sempre attento a non indirizzare la propria esistenza nei complicati meandri del superfluo, non ferma l‘occhio su
Commenti (1)
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e
emiliapoesie396 gennaio 2017
versi che si commentano da soli, il più forte ha avuto sempre la meglio, ce lo insegna la storia, però se talvolta la storia viene oltraggiata è giusto risentirsene...
