Sperduto tempo
Giovanni Monopoli
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Velato resta l’affannato respiro tra le ombre della vita,
il fiato è smarrito nella solitudine dell’anima che brama
nel turbine d’una realtà celata alla gioia che reclama
con bagliori accecanti d’un sole nascosto alla vista abolita.
Gli occhi desiderosi di un brillio dal cencio sono chiusi,
racimolano nel freddo buio d’una notte frenate parole
coi silenzi ovattanti che intorno ne fanno da padrone
mentre sull’impaurito viso lacrime sono a segnare gli abusi.
Sperduto tempo brancola nei recinti spersi d’una esistenza,
nastrate evidenze sono a cercare quella sfuggita libertà
tra quei vicoli che assente aleggia in una sperduta città
lasciando all’acerrimo destino quelle legate mani e il senza
con quel sogno svanito d’una fioca luce ora fantasma
nel brancolo di passi cercanti la via fuori dal marasma.
Smarrito tempo, recidi quei legami che stritolano
lascia filtrare quei colori attesi con mestizia aggiunta
nel ricordo di quella parola che accomuna e prende la mano,
nella speranza d’un mondo migliore che sappia offrire
e donare l’amore per quella vita che non vuole morire
nella volontà d’una felicità finalmente raggiunta.
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L'autore
Giovanni Monopoli
Commenti (1)
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Rosanna Peruzzi7 gennaio 2017
Poesia che coinvolge dal primo all'ultimo verso... una preghiera bellissima... e sopratutto sottolineo questi versi... che contengono dentro i colori di quella luce speranzosa che è il trampolino da cui lanciarsi per raggiungere l'agoniata felicità...o almeno un po' di pace... " nel ricordo di quella parola che accomuna e prende la mano, nella speranza d’un mondo migliore che sappia offrire e donare l’amore per quella vita che non vuole morire"

