Naufrago
Bruno Leopardi
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É dentro, poi tracima
nuovo o quasi abusato verso,
parole che cercan la rima:
sconfitta o vittoria di chi ha perso.
Accosta sguardi a tenera sostanza
ed amicizie virtuali: vino di buona annata,
che donano silenzi come circostanza
e frasi dette a volte come bacchetta di fata.
Io penso e scruto stelle che sono appena apparse
per coccolare desideri che qualcuno chiama sogni,
qui, ad augurar sonni buoni ad attori veri e alle comparse
dell'esistenza mia e che nell'anima lasciano i segni.
Stringimi le mani come s'intrecciano quando si prega
perché ho reclutato un cuore ad ore per ogni sconforto
e tu ne sei parte del disegno che a me e a te ci lega,
noi, poeti di un'ultima poesia che ha il fiato corto.
E assolvimi se traccio involontario un solco,
non sento frasi fatte né trambusto o suono
né m'inchino io, da sopra a questo palco
nell'attimo, che al cuore chiede e dà il perdono.
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L'autore
Bruno Leopardi
Commenti (3)
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Patrizia Ensoli11 gennaio 2017
E non servono frasi fatte o virtuosismi per sentirci tutti sotto lo stesso cielo ... nei versi del cuore, belli o ricercati, solo una verità vince su tutte: siamo e cerchiamo le stesse cose ... affetto, comprensione e se possibile, sentirsi meno soli in questo viaggio che è la vita!
carla composto14 gennaio 2017
siamo un'unica cosa e ci adoperiamo per avere le stesse cose ...è semplicemente così...bellissimi versi di poesia che ci portano a cercar di comprendere il nostro comportamento elogio al bravo poeta per questa bella opera
Paola Galli6 febbraio 2017
Versi molto intimi, profondi e sentiti rappresentazione di un'anima che sussurra a se stessa, mentre il tempo scorre e la vita travolge come in un vortice.



