Peccati d'Amore, di Spirito, di Corpo
Massimiliano Zaino
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Non so qual è l'ardor dei primi baci,
labbro che incontra altra bocca e ne ride,
i tocchi suoi rapaci;
e mi conquide
come Unno oscuro quest'assenza illusa
d'Amor, dov'io non conosco le ciarle
dei freschi occhi. S'annusa
il cuore. Urlarle -
a donna ignota! - i sensi mi è di Sogno,
e a che urlare se tutto n'è follia?
E dunque mi vergogno
di Pöesia.
Non so cogliere i fior d'un casto amplesso,
né ricordo ombre e sapore d'un seno,
l'ebbrezza del suo sesso,
gioja e veleno,
come una voce ne attende... ne aspetta
sotto una Notte di timida Luna,
e sfida la diletta
la sua fortuna.
Arido fatto m'avete anni miei,
e il mio cuore è pallente, albo di tifo,
Amor casti... imenei
mi fanno schifo.
Uggia l'abbraccio, d'uggia la carezza,
anche parlare diventa peccato
per colpa di bassezza
di questo Fato.
Presso l'altar ne chiedo il sacerdozio,
ma veggo crine, e bocca, e seno... ultrice.
Pur la chiesa è negozio
di meretrice.
Non cessano alla Croce i Sogni casti,
nei Sogni sguardi immodesti, perversi.
I ceri son nefasti
di nebbie tersi.
Non voglio amare, voglio la Salvezza!
Anche platonico Amore è Demonio,
egli è il sangue che olezza
nel Matrimonio!
Eppur non scema l'idea del Diletto,
amar Spirito e corpo di fanciulla.
Fugge il Sogno, suo aspetto
muore. Ecco il Nulla!
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L'autore
Massimiliano Zaino
Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori
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