L'usignolo e la Morte

Cantò dall'alto di un ramo,
in un tempo infinito,
sotto un cielo azzurro,
nel tramonto estivo.
Un cinguettío struggente,
che raggiunse il letto
della donna morente,
dalla fronte madida di sudore
e cristalli di sale,
il volto emaciato,
nel ricordo di attimi di vita
che non ritorneranno.
La Morte sorpresa,
ascoltò incantata quella melodia,
senza memoria,
sciolse i lunghi capelli neri,
sul volto incantevole di luna,
liberò il seno dal corpetto
per respirare la vita
che era solita distruggere.
Pianse oltre trame rarefatte di luce,
lacrime silenziose di misericordia,
a colmare sconfinate solitudini.
Marea rinasce,
là dove l'arenile abbraccia l'onda
e la vita si rinnova in altra vita!
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L'autore
Eolo
Commenti (3)
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Antonella Garzonio20 gennaio 2017
Una fiaba scritta con delicatezza, metafore di pregio arricchiscono un testo che si legge d'un fiato. Un lavoro eccellente, il mio elogio
Umberto De Vita20 gennaio 2017
Beh, il poeta non mi sorpreso, intendo dire che ha scritto una magnifica poesia come è solito fare. Bersi splenditi e metafore eccellenti, meglio di così... Plauso.
Marisol5820 gennaio 2017
La Morte condannata a dare morte agli esseri viventi può a volte anch'essa avere un'anima e piangere? E' una bellissima poesia, molto profonda, dona intense emozioni.



