Dalla mia gioventù
Ho udito una stilla di gelido ghiaccio
precipitare giù e cadere nel vuoto,
mai più, rivedrò le gaie banchine,
l’antica strada e la vecchia muraglia;
me ne andrò via, a cercare lontano
quel pezzo di cielo stellato,
nel guardo che apre giulivo al mattino
nel sole che alluma l’esser divino;
non ricorderò più il fastidioso
correre avulso di parole vuote,
l’allucinante amplesso muto e sordo
a scalare il monte troppo irto;
quel no, al pensiero e alla ragione,
nell’amletico lussureggiante gorgo
di zigomi e di tagli netti e brevi
al non e all'essere bugiardo dentro;
fatica sulla strada il giusto verbo
l’ordine è il non considerar nessuno
che non sia parte attiva della casta
avviluppata di potere ingiusto;
e nel disagio l’urlo, sale triste,
forte mi compenetra l’abbandono,
la nausea assillante del domani
geometricamente vuoto e povero
soffocato da spira d’anaconda;
dal pulpito ci guarda enorme la serpe,
che sempre veglia e mai non dorme
sopra un mondo indeciso e troppo vecchio
che ormai vive il sonno dell’abbandono.
©
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L'autore
Universo Arte
Marco Bruni nasce a Massa Marittima il 09/03/1964. Vive con la sua famiglia a Massa Marittima. Dal 1980 frequenta il conservatorio L. Cherubini a Firenze e nel 1983 consegue gli esami di teoria e storia della musicologia. Continua gli studi di flauto traverso. 1987/1988 Città di Montevarchi Arezzo corso di alta specia
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