Anima inquieta
Lunabionda Valentina Di Caro
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Non si guarisce
Le verità di ieri si trasformano
Si accettano altre ipotesi
Si convive con una nuova deformazione
Qualcuno dimentica
Io mi invento quella con cui andare d'accordo
una sorta di campus, in cui immigrata
parlo la mia lingua muta e loquace
Ho visto altri incollare e copiarsi
in statiche e affettate composizioni
Quelle corone di fiori a morto
quelle che poi vanno bene anche ai matrimoni
Di tanto in tanto non vedo più nessuno.
Chiunque si può muovere bene tra la folla liquefatta
e come la neve sotto la neve
imparare a restare senza sembianza
Mite amica ormai la mia voce
comprensiva di parentesi e sintesi
risale come il rigetto di un organo
e casta sposa il foglio bianco
Se dopotutto il tutto fosse proprio questo?
Se avessi solo pensato invano?
Ogni attimo versato a divulgare il nulla?
Vale ancora la regola del bacio della buonanotte
anche quando lo hai dato in un sospiro?
Taci penna, parla un'anima inquieta!
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