Ballata dei demoni urlanti

Sulla pelle io del tempo sento il graffio
sul mio cuore ferito a morte
spicca come un precoce epitaffio
Al dolore, si sa, soccombe anche il più forte
Non è più il momento del silenzio
in questa notte crudele
da bere come assenzio
misto a gocce di fiele
Voglio danzare nella cieca frenesia
ubriacando la mia povera mente
in un giro di euforica follia
nel mio inferno latente
In questa dannata bolgia
non si ferma la giostra
Si consuma dei pensieri l’orgia
ma una maschera il mio volto non mostra
Sfilano nudi e maledetti tutti quanti
selvaggi, virili, torbidi
I miei demoni urlanti
terribili, eppure assurdamente splendidi
È forse il ritrovarsi la vera dannazione,
non la perdizione
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S
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L'autore
Sabyr
Amo la poesia e l'arte...tutto ciò che esprime emozione...Mia nonna era poetessa e credo di avere ereditato da lei questa passione...Amo il mistero e tutto ciò che non è banale e scontato. Non amo parlare di me. Spero lo facciano le mie poesie...lì metto tutto quel che sono, la mia forza, la mia fragilità, i sogni, gli
Commenti (2)
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Merlino23 gennaio 2017
una forza prorompente invade il lettore in questi versi che urlano la rabbia e tutto il dolore per ciò che la società ormai ci riserva, chapeau!
r
romeo cantoni24 gennaio 2017
...E' vero, viene voglia di correre per le strade e di urlare in faccia alla gente tutta la rabbia e il dolore che ormai sono stratificati sulla pelle di tutti... aspettami Sabyr, sto arrivando!
