Enarmonie

Quando guardo l’alba,
la memoria ritorna sconosciuta
planimetria di radici metafisiche
a nord del sole di mezzanotte.
Lo stagno, il campo, le greggi,
sembrano luci che si spostano,
nell’aria di borotalco e vino,
miscugli di spiriti senz’anima.
Ed io seduto davanti l’uscio,
grido al tempo e alla ragione,
la vendetta strana di parole,
la lezione di rovine, il niente.
Aspetto chiunque verrà qui,
di fretta o senza fretta e
poserà la sua fatica dentro
i venti di un’ autunno vecchio.
Se t’incontro rugiada senza
spine, non è opera mia, ma del
sibilo che penetra e blandisce
queste membra di neve calda.
Chi esce vede segni inaspettati,
il paesaggio è quello umano,
ma l’assenza dell’alveo amoroso,
fa apparire tutto disunito e strano.
Un sogno è caduto, o forse è stato
emarginato sopra i tetti dei gatti,
la poesia una stella che brilla nel
cielo, un angelo di luce.
©
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L'autore
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Marco Bruni nasce a Massa Marittima il 09/03/1964. Vive con la sua famiglia a Massa Marittima. Dal 1980 frequenta il conservatorio L. Cherubini a Firenze e nel 1983 consegue gli esami di teoria e storia della musicologia. Continua gli studi di flauto traverso. 1987/1988 Città di Montevarchi Arezzo corso di alta specia
Commenti (1)
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Rosanna Peruzzi24 gennaio 2017
Il tempo non si ferma e le parole urlate al vento si perdono in quelle radici di ricordi metafisici che si sfaldano sulla soglia del pensiero... rimane la poesia e un'anima che si nutre delle parole che escono dalla mente per comporre versi. Una poesia davvero ricercata nei lemmi e molto profonda. Mi sono piaciuti sopratutto questi versi: " la poesia una stella che brilla nel cielo, un angelo di luce." Stupenda!
