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Impressioni 23 gennaio 2017 · lettura 1 min · 1097 letture

Dal Vangelo secondo me

Cristiano De Marchi 282 poesie pubblicate
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In quel tempo tutti credevano all'unico mondo disperso nel finito che era spazio troppo immenso. Credevano d'esser soli intrisi nell'amalgama poetica nati e all'universo consegnati. Credevano nel ricongiungimento dei popoli portatori di bene e male e nell'unica lingua interpretati. Desiderosi nell'evolversi solo di alcuni elevati al Dio mai conosciuto, e Lui esasperato nel vedere il loro stato d'assassini. Credevano nel -tutto che torna- per completar l'opera ancora gestante nel disordine ordinato cosmico e universale. Eran tutti capaci nel rivendicar l'eterno che mai si volle dichiarare tanto loro credevano senza comprendere d'esser umili lontane e poco luminose stelle.
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Io sicuramente apocrifo... (Foto da web, dal film "Il nome della rosa" omaggio a GC.)

L'autore
Cristiano De Marchi
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Commenti (3)

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Sara Acireale23 gennaio 2017

In quel lontano (ma non tanto lontano tempo) tutti credevano al mondo finito, come se tutto finisse all'orizzonte. Guai a pensare che si poteva andare oltre. Quel lontano tempo si è ricongiunto all'attuale (secondo me) perché ancora oggi non si va oltre il normale orizzonte...

carla composto23 gennaio 2017

Sono in accordo con il precedente commento un tempo che nel quale l'oggi é come fesse ieri nulla é cambiato ... anche in questo tempo non si riesce ad andare oltre originale lirica bella ed apprezzata elogio sincero...

S
Stello23 gennaio 2017

"fatti non foste ad esser come bruti ma per... etc. etc." si potrebbe dire così, non vedere che oltre ci può essere qualcosa e non chiudere gli occhi per paura di scoprire. profonde riflessioni da condividere ed apprezzare, Bravo poeta.