E allora scrivo
massimo turbi
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mansuete siano le ombre
che mi avvolgono
nelle preghiere dei vespri cantati
nelle chiese odorose di incensi orientali
la quiete della brezza tirata sú dal mare
mi rende vulnerabile all'abbraccio
della melanconia dipinta di silenzi
lungo i viali poco illuminati
cerco di far ordine nei pensieri miei
refusi talvolta dalla quotidianità spicciola
priva di significati smarriti dalla razione
che mi assale ogni tanto
e allora scrivo, scrivo, scrivo
scrivo di miserie e di nobiltà
che assaporo annusando l'aria sulla faccia
descrivendo come se scansionassi
attimo per attimo la cruda verità
di essere soli davanti all'ignoto imminente
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massimo turbi
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