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Natura 25 gennaio 2017 · lettura 1 min · 1072 letture

Tempesta d'acqua

Rosetta Sacchi 1894 poesie pubblicate
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C’erano giorni in cui bisognava mungere le nuvole per dare perle al suolo Non v’è fine ora l’azzurro screziato d’ovatta di nuovo muta in grigio esonda il cielo ad inghiottir la terra E l’acqua fa rumore nella gola del vento s’impenna un ombrello e col vestito lacero si dilegua rapito da una raffica
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L'autore
Rosetta Sacchi

"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°

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Commenti (1)

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Versi che ben descrivono una tempesta….con poche parole riesce a trasmetterci lo stato d'animo di chi si trova in determinati momenti al centro di uno scenario (mi avvalgo delle parole di Dedalus) a dir poco "Apocalittico". Il lacero vestito che si dilegua è come l'anima che si impregna della forza dell'acqua stessa, che la natura, stravolta dall'uomo, scaglia contrastando e quasi a voler intimorire l'Uomo, unico suo vero nemico. Molto…molto apprezzata.