Pagliaccio
Gianluca Regondi
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E c’erano parole in attesa
appese al colore del grigio
imbronciato nelle nuvole
per una tempesta perfetta
ed annunciata e temuta
per il grido di pietra atterrito
che arrivava dal nulla
dopo il bagliore improvviso
dei lampi
Erano sparute e spaventate
scarabocchiate come l’anima
di un pagliaccio rattristato
per l’assenza del sorriso
Gli estranei ormai erano
lugubri fantasmi del passato
lugubri dinieghi della gioia
E sulla pista del circo in disarmo
bravi barboncini ammansiti
saltellavano tronfi al comando
di un presunto carnefice
fatto di una strana melassa
nel finto sorriso nel nome
di un amore venduto
Le parole ora piovevano
come ferite dall’irrealtà
di un cammino impazzito
Il passato sarebbe stato
futuro dimenticato nel presente
con l’ innominato desiderio
di sparire da questa esistenza
©
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L'autore
Gianluca Regondi
Gianluca Regondi è nato a Milano il 16/9/1959, da poco più di due anni ha trovato "il coraggio delle parole". Anche se scrive da sempre. Associa alle sue opere anche le sue fotografie (l’altra vera passione sempre tenuta sopita) PUBBLICAZIONI - "Giorni di panna: il Viaggio" - Rupe Mutevole Edizioni (2010) - "Ind
Commenti (1)
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valentinatortora30 gennaio 2017
"Perche' sparire, animo sensibile? La stessa tua sensibilita' è un dono... Lo scrivere... un dono... Noi... Vorremmo sentirti... felice..."

