Vecchi diari
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
Commenti (5)
Leggere ciò che si è scritto in tempi passati non è come ricordare solo con la mente. Le parole impresse sulla carta amplificano i nostri ricordi e le emozioni anche se a volte dolorose. Una bella quanto veritiera riflessione. Complimenti
...Ah! Ah!...amico Terracciano, non hai resistito e mi hai nomato nei tuoi vecchi diari... ma, bada, io non son recondito...; molto belli questi versi introspettivi... anche a me capita di riandare per vecchi diari e ritrovare così poesie dedicate a ragazzine del tempo... chissà dove sono e cosa fanno... le temps s’ecoule…dicono i francesi, come se scorresse solo per loro…mah!
riprendere fra le mani vecchie lettere che la memoria aveva in parte dimenticato fa rivivere emozioni e talvolta dolori assopiti... grande riflessione ci porta a fare ...bravo l'autore che ha avuto intuito e considerazioni... valide.
Capita... che un giorno apri le tue carte, ritrovi lettere dimenticate, le rileggi, l'emozione gioca sull'altalena del tempo. Grazie per avermi fatto rivivere le mie esperienze.
A volte quando si aprono "vecchi diari " ritornano alla mente episodi che credevamo morti ormai e ci si commuove. Sono fotogrammi del tempo vissuto e che fanno rifiorire argomenti che vien voglia di rinnovare! Complimenti!


