Senza respiro
Giovanni Monopoli
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Fitta nebulosa, coprente cielo
malsana aria s’avvolge di ciminiera fastidiosa
maleodorante olezzo ad infestare... il corpo... odioso
triste epilogo, sfumati pensieri, piangente resta il velo.
Cellula impazzita, l’infinito strazio
d’un lavoro che inganna, sbrana il volere
mentre si spegne il sole, resta muto, in silenzio
e le inerme mani a brancolare, il cercare
nel vuoto che s’appresta al tramonto
Senza respiro, tutto senza poter parola proferire,
tutto celato nella profonda fossa del niente
si sperde la musica nella rabbia... il trasparire
tra le illusioni in danza dei perdenti
Si è spento il sole, è l’eco della notte
nel deserto dell’anima l’ultima preghiera si ascolta
nascosta in fretta, troppo in fretta
si spoglia l’albero del vivere, ignudo nella sua essenza
mentre sbiadisce in un attimo, sperdendosi nel vento
quel sogno, la bruciata vita... l’amara esistenza
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Giovanni Monopoli
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