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Sociale 27 gennaio 2017 · lettura 1 min · 2370 letture

Col vento dell’odio

Melina Licata 622 poesie pubblicate
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Erano orchi, che divoravano il bene e piranha, che sguazzavano dentro uno stagno divorando ogni cosa. Orchi dalle luride mani che spogliavano l’anima e vestivano il corpo a strisce, bianche e nere, come la vita ora ricoperta di sogni, ora catapultata in fondo agli abissi. Orchi che bruciavano l’esistenza dentro campi spinati che odoravano di morte e mai fumo fu così orrido in quelle lunghe notti, dove la vita veniva sorseggiata, come se fosse l’ultima goccia dentro una bottiglia. Orchi senza amore e senza Dio che hanno mozzato a un popolo le ali, col vento dell’odio.
#Crimine#Militare#Potere#Morte#Cattiveria
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Oggi giornata della memoria, per non dimenticare uno sterminio che ha lasciato nella storia una macchia indelebile... Per ricordare le tante vittime innocenti...

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Melina Licata
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Commenti (2)

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Giacomo Scimonelli27 gennaio 2017

Giusto ricordare i crimini terribili di uomini senza anima... uomini che hanno privato della libertà altri uomini... bestie che hanno ucciso brutalmente milioni di persone... persone colpevoli di una fede... di un credo che non poteva essere un pericolo per l'umanità...anche oggi stiamo vivendo situazioni assurde come quelle verseggiate dalla brava Autrice... il passato è ancora vivo... le brutalità di cui è capace l'essere umano non trovano purtroppo nessun ostacolo... versi commoventi che toccano cuore e anima

Michelangelo La Rocca30 gennaio 2017

Orchi senza amore e senza Dio, bei versi che condannano in modo tanto poetico quanto implacabile i responsabili dell'olocausto, la più grande vergogna della storia dell'umanità. Eppure è sbagliato credere che simili orrendi crimini non possano ripetersi più. Anzi, in questi mesi soffiano forti venti di guerra, tanti invocano l'avvento di uomini forti, tutti segnali che lasciano temere che le inquietanti tragedie del secolo scorso siano tutt'altro che irripetibili!!!! Vigilare, vigilare, vigilare sempre! Complimenti all'Autrice!!!