I giorni del dolore
I giorni del dolore sono ami da estrarre,
pesci che abboccano senza usare vermi.
Le ceneri dei morti passano dalle suole
-raggirando la gomma-
e ci penetrano come trapani
dissanguando anoressici ricordi.
I giorni del dolore sono battimani puerili
briscole perse dal migliore al tavolo.
Le urla colorano i soffitti sofferti
-non ti guardano in faccia-
come frustate date a un ladrone
da un ladrone
pentito e falso.
I giorni del dolore
sono felicità ben razionate:
Un bambino orfano
che dimentica le corde appese,
i piatti infranti,
per un pallone squarciato.
©
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