'U Pilu 'nta l'ovu
FedericoCalderone
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Quannu si voli truvari
"u pilu 'nta l'ovu",
si martedda sempri
supra lu chiovu.
Quannu a qualcunu
si voli mali,
lu pilu 'nta l'ovu
s'avi a truvari.
"Sti pirsunaggi.
nimici da cuntentizza,
trattuno 'u prossimu
cà tanta friddizza.
Spiramu,
ca 'nu corpu i ventu
'a testa c' 'a drizza.
Picchi lu munnu,
mi faci tristizza.
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FedericoCalderone
Commenti (1)
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Antonio Terracciano1 febbraio 2017
Non conosco bene i dialetti dell'estremo Sud, ma penso che la poesia sia scritta in messinese, così simile, per certi aspetti, al reggino. La struttura del dialetto e l'abilità dell'autore hanno reso questa breve poesia davvero efficace. All'inizio pensavo che fosse un'opera umoristica, che il "pilu" fosse quello perennemente in bocca all'onorevole Laqualunque, il riuscitissimo personaggio di Antonio Albanese, ma ho poi constatato che è davvero il "pelo nell'uovo" e che la poesia esprime con semplicità una grande verità (simile alla famosa pagliuzza nell'occhio, di Gesù): quando si è determinati a colpire una persona, non è difficile trovargli qualche minimo e inevitabile difetto (come, ad esempio, successe al sindaco Marino a Roma) .
