Febbraio
Oh, Febbraio,
dicon che tu sia:
corto e birichino;
che tu sia:
allegro e mascherato,
innamorato e generoso
vien presto scordato.
È vero!
Hai in serbo ancor
giorni di bufera.
La tua neve cade
a fiocchi copiosi
sui monti, valli, pianure.
Ma se nel cielo il sole ride,
spuntano
tra le zolle addormentate
le colorate primule e
le timide violette.
E del mandorlo,
come del ciliegio e del pesco,
fioriscono le tenere gemme.
Lo fa anche la mimosa
che irradia di giallo
i viali cittadini e
i casalinghi giardini.
È il freddo che ereditasti
dal gelido Gennaio,
lo riversi pian pianino.
Eppure sei tu che ci porti
verso la fantasiosa primavera,
con l'odore di mentuccia e
il profumo di alloro
principe delle verdi siepi.
Oh, Febbraio,
tu che fai dell'innamorato:
un tuo figlio, regalando
con San Valentino, la sua festa.
Questo non lo dimenticano
neppure gli acerbi fanciulli.
Nessuno dimentica
il chiassoso Carnevale.
Fai passeggiare
allegri viandanti,
mascherati nelle calli veneziane,
e in tutti i borghi dove
impera la frenesia carnevalesca.
Con maschere sul viso celato,
portando nel cuore celia e sorriso.
E nel disgelo delle nevi
porti il fango della purificazione,
con le candele accese
per celebrare la luce
del nuovo giorno
di una nuova vita
che in primavera
nascerà.
©
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