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Riflessioni 22 ottobre 2007 · lettura 1 min · 831 letture

”ricca città”

B
Bruno 94 poesie pubblicate
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Soffrono gerani colorati sui balconi e finestrelle di città vecchia. Chiusa nella tua corona di montagne rosa all’imbrunire, al suon di un organetto stonato di un mendicante curvo ad elemosinare pane per lui e il suo cane. Sento... quel mormorar di gente vestita a festa che passa e non lascia niente in quel cappello vuoto, non è quell’organetto lo stonato, è stonata le gente, fa finta di vedere... ma che non vede niente. Grido... dentro di me il dolore che mi prende il cuore, non solo per il cane... non solo per chi ha fame. Dico... A te ”ricca città” che stai guardando le cose che ti ho appena decantato, tra un po la neve stenderà il suo bianco manto Bolzano, rendimi un po più dolce questo pianto.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

le cose che non volevo vedere, le cose che non volevo sentire.

B
L'autore
Bruno
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Commenti (5)

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Paolo Ursaia22 ottobre 2007

Triste, realistica poesia di denuncia, in cui il contenuto sdegno dell'autore dipinge in rapide pennellate l'indifferenza che spesso macchia una società opulenta

M
Maria Francesca22 ottobre 2007

Il poeta ci regala questa lirica amara e ribelle.Il mendicante affamato con il suo fedele amico sono inseriti nella cornice naturale prima che nel contesto sociale. L'insensibilità degli uomini che hanno ma non donano nulla, acquista così una particolare freddezza.Versi di grande sensibilità, generosità e amore per la natura.

D
Daniela Mazzotta22 ottobre 2007

triste la realtà che ci circonda e che distrugge tutte le debolezze: Solo la poesia e con i tuoi versi ci fermiamo un attimo a pensare

Triste22 ottobre 2007

L'autore descrive un toccante spaccato della realtà... in un angolo di strada, un mendicante suona l'organetto per raccimolare qualche soldo..ma a poco serve..sebbene la piazza sia gremita di gente nessuno vede..nessuno sente. A consolare l'uomo soltanto un cane..il suo migliore amico.

Rossodisera22 ottobre 2007

poesia molto delicata e riflessiva, con parole che sottolineano l'amarezza per una bellezza così bistrattata e maltrattata. molto bella la chiusa che invoca la natura come cura.