478 lettori online · 361.338 poesie · 7.565 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Sociale
Sociale 6 febbraio 2017 · lettura 3 min · 1294 letture

Quel vigliacco si deve vergognare!

s
sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
+ Segui
Non so chi sei e né come ti chiami, so solo che appartieni a quella razza di uomini malevoli ed infami ..., un assassino dietro a una corazza! ...In auto percorrevo l’autostrada che da Firenze porta su a Milano, con me mia moglie e mia figlia Giada, ma prima d’arrivare a Melegnano, cantando a squarciagola in allegria per la vacanza bella e surreale ..., m’è parso di veder nella corsia la sagoma conforme a un animale. Le macchine sfrecciavan nei sorpassi, intorno c’era il buio della sera, son sceso e son tornato sui miei passi, la pioggia complicava l’atmosfera. ...Legato ad una specie di catena un cane mi guardava sconsolato, distrutto, triste, mi faceva pena, capiva d’esser stato abbandonato! E certamente aveva pure fame, nel cofano ci stava un po’ di spesa ..., gli ho dato del formaggio e del salame ..., non s’aspettava dopo tanta attesa qualcuno che venisse ad aiutarlo, ho preso qualche arnese personale ..., mi sono adoperato a liberarlo ... e finalmente il povero animale non s’è sentito più imprigionato, ha cominciato a scodinzolare e con lo sguardo languido, snervato, sembrava mi volesse ringraziare. La mia figliola Giada lì presente, voleva accarezzarlo con premura, però si dimostrava un po’ prudente, in verità aveva assai paura. Fu proprio il cane che le andò vicino guardandola negli occhi con dolcezza e poi le fece come un breve inchino cercando qualche tenera carezza. Aveva nel collare un cartellino, ci stava scritto:“Il suo nome è Lampo”. Pensavo a quel malefico assassino ..., l’aveva abbandonato senza scampo! Da solo, al buio, in mezzo all’autostrada e se si liberava certamente finiva proprio al centro della strada per essere investito brutalmente! L’abbiamo messo nel sedile dietro, si è guardato intorno e s’è accucciato. Lontano da quel posto buio e tetro tranquillo s’è pian piano addormentato! A casa l’abbiam messo nel giardino in un casotto adatto per la legna, col cibo e con accanto un pentolino con l’acqua, residenza un po’ più degna dell'autostrada dove il suo padrone l’aveva abbandonato al suo destino, un lurido, bastardo mascalzone, col cuore di famelico assassino! Il giorno dopo, di mattina presto, l’ho visto che restava accovacciato a fianco al portoncino, mesto, mesto. Appena sono uscito m’ha abbracciato alzandosi e leccandomi sul viso. S’è pure affezionato con mia figlia ed il suo amore è sempre condiviso. E’ diventato ... il cane di famiglia! .
♥ 0 💬 0
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Gli animali hanno diritto alla vita come noi esseri mortali! La loro condizione è ben diversa dalla nostra, perché non hanno possibilità di guadagnarsi il modo di vivere, ma le loro esigenze seppure in tono minore verso la vita sono le stesse. Una disavventura vissuta da un povera bestiola trattata alla stregua di uno straccio vecchio da gettare in mezzo alla strada, lui è stato fortunato, ma quanti altri vengono abbandonati in modo disumano? NB.: La vicenda e i nomi dei personaggi sono frutto della mia fantasia, pertanto ogni riferimento a persone o cose deve ritenersi del tutto casuale.

s
L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

Tutte le opere →

Commenti (0)

Accedi per lasciare un commento.Accedi

Ancora nessun commento. Scrivi il primo!