E noi ... ancora, ancora più in su
massimo turbi
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leggera sei come un alito di vento
di primavera alle porte
quando ti vidi sbocciare come fior di pesco
sposata al velato sole
che rideva sotto i baffi di nuvole
appena sfiorite sulle colline d' infanzia
e smarrii la via della perdizione
il gorgoglio del corso d'acqua
ti fece danzare vestita di primule bianche
lungo i sentieri illuminato dal chiarore
della magia che scivolava su e giù
per i pendii, rotolandoci poi
nell'erba alta mi donasti la verginitá
di una vita intiera
i seni turgidi come le fronde alte
spazzate via dalla brezza d'oriente
premevano sulla camicia bianca
appena sbottonata
le intrecciate mani si inseguivano
intrecciandosi con i fili d'erba
profumata di sogni
la bocca carnosa e succosa
come una selvatica rosa sgusciava
sulle labbra complici di intense follie
vibrando e sussultando all'unisono
come un terremoto bramoso d'ingordigia
nel percepirti come creatura errante
dedita a far morire il cuore mio di voglie
serrandomi le braccia a terra
ti dimenavi come un vortice ellittico
sospirando con veemenze la passionalità
che usciva fuori come un tornado
spazzando via tutto quello che trovava
liberi di volteggiare nel mondo nostro
ove nessuno potrà mai entrare
e noi ancora ancora più in su
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