"Le carezze morte"
Stefano Drakul Canepa
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Ero entrato
senza far rumore
per non disturbare le nuvole
e il ritmo della stanza
Ma i giorni scorrevano
lenti come macigni
fra un tempo e l’altro
mi scoprivo solo
Sono andato via
chiudendo la porta
alle mie spalle
per non chiedere nulla
Niente che potesse turbare
l’abitudine delle cose
le stelle e il loro cielo
nero come il male
Denso nel ricordo
delle carezze morte.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Karen Tognini10 febbraio 2017
Letta e riletta Stefano, le tue poesie mi fanno vibrare le corde dell'anima... qualcosa in ombra che ti porti dietro, una sofferenza... e si diventa quello che siamo.

